Posts in Considerazioni Personali

The Fireman – Sing The Changes (Paul Mc Cartney)




Nel novembre del 2008, tornando a rivestire dopo circa dieci anni i panni di The Fireman, McCartney ha pubblicato l’album Electric Arguments. Il lavoro ha ripreso alcune delle atmosfere già sperimentate nei precedenti lavori dei Fireman, elaborate però con una vena maggiormente melodica e con l’aggiunta di parole alla musica. L’album è stato composto e realizzato in tredici giorni (uno per canzone) ed è stato registrato nello studio di registrazione personale di McCartney nel Sussex.




Never- All The Luck In The World






Never- All The Luck In The World

Lyrics:

We wish we wish and all we do is wait
We hope we hope but never do we pray
Cause we know there’s not much to say
We grow we grow but never do we change
We mould we fold we always rearrange a dream
When it is not a success

It’s gotta be this one I know it is I know it is
It’s this one I know it is I know it is
It’s this one, it’s you

Now and then I think of what you said
And it eats me up running through my head
So just beat me up so I can feel your pain
Know, I know that you do think of me
Not as a lesson learned but a fond memory
But I wish I never knew you, wish I never asked your name

It’s gotta be this one I know it is I know it is
It’s this one I know it is I know it is
It’s this one, it’s you

I know I know it’s difficult, I know I know it’s difficult
We’ve grown we’ve grown so far apart
But these ships these ships don’t sail away
They wait they wait for another day
And they will float again

Oh no we’re lost for words again

Now and then I think of what you said
And it eats me up running through my head
So just beat me up so I can feel your pain
Know, I know that you do think of me
Not as a lesson learned but a fond memory
But I wish I never knew you, wish I never asked your name




Cover “I Wish” di Stevie Wonder


Ecco una delle tante tracce di Studio Jams Episode # 1, registrata a Sigma Sound Studios di Philadelphia, PA (USA). Contiene i chitarristi Derek Trucks e Tuck Andress, il bassista Victor Wooten, il batterista Roy “Futureman” Wooten, il sassofonista Jeff Coffin, il flautista Kofi Burbridge e l’organista Joey DeFrancesco. Questa sessione è stata registrata l’11 novembre 2000.

SUNCITY: L’ARPA DI ZENA




SUNCITY: L’ARPA DI ZENA
In via dei tribunali l’incontro con Zena, simpaticissima, suona l’arpa “eroicamente”, dice , nonostante i rumori e le auto che passano continuamente, ricordando l’esibizione della sera prima di un famoso arpista, che ha interotto  la sua esibizione in un teatro napoletano molto contrariato, perchè in strada passava un’ambulanza a sirene spiegate.
La sua è un arpa Celtica, che ha delle levette per settare la tonalità, spostando i semitoni, a differenza dell’arpa classica che usa un pedale.
Zena conclude ogni esibizione con un respiro profondo.

#waitingforcecile




Propaganda 6 :”Minoranza che non seguirà nessuno”

E cosi siamo al 20 febbraio 2017, il congresso del PD si è appena concluso, il partito si è rotto, e tutti i mezzi di comunicazione riportano a caratteri cubitali la parola “MINORANZA”, usata da Renzi nel suo discorso. E qualcuno aggiunge “che nessuno seguirà”.
Sono questi i momenti in cui ringrazio la rete, pensando ai tempi in cui il potere di chi faceva informazione era praticamente assoluto.
Oggi con un po di olio di gomito si riesce a leggere il metodo “propaganda”, ferreamente ancora tra le mani dei poteri forti, insieme ai burattini che si muovono sul teatrino della politica.
La rete non dimentica, non è come i mezzi tradizionali, che usano l’oblìo.
La rete scolpisce nel marmo le cose che dici, ed è pronta a presentarti il conto, quando serve.
Più conosci la rete, più il fossato con la vecchia comunicazione ed i suoi soggetti si fa profondo ed incolmabile.
Così riaffiorano i ricordi di Emilio Fede, la Berlinguer, i Vespa, i Liguori e tantissimi altri che più o meno velatamente hanno partecipato al gioco del potere degli ultimi 60 anni, mettendoci la faccia conto terzi.
Avere una certa età da alcuni vantaggi tra questi c’è la “memoria dei media”.
Ovviamente devi essere stato sempre dall'”altra parte”, per capire come manipolano la verità, su come mentono spudoratamente, rappresentando esattamente il contrario di quello che hai sotto gli occhi, sistematicamente.
Certo c’è sempre qualcuno che te la da a bere (pci, ds, pd per qualche tempo, m5s (talvolta)).
Ma se hai capito i metodi della propaganda, nelle “rivoluzioni all’italiana”, non ci metti molto a capire che spesso, chi muove i fili ha solo cambiato la squadra dei burattini al suo servizio.
Questa diffidenza acquisita ai tempi della “balena bianca”, è un “dono civile”. Lo è stato anche nel ventennio Berlusconiano, continua ad esserlo durante l'”appendice Renzi” (una variante del Berlusconismo).
In questo gioco sono importanti le parole. “Minoranza che nessuno seguirà”, è la frase per isolare i dissidenti, un titolone partito dal cuore delle lobbies, passato attraverso i direttori di testata, e stampato in prima pagina sui quotidiani di regime, e nei titoli dei Tg, finanziati paradossalmente, dallo stesso popolo di cui non hanno il minimo rispetto.
Per non parlare delle bufale sulla Raggi, la distorsione della realtà, la concentrazione della vecchia politica con migliaia di indagati in tutte le amministrazioni d’Italia, migliaia di giornalisti affollano il comune di Roma, per un semplice sospetto di corruzione creato ad arte da un burocrate, guidato da chissa chi. E’ una cosa già vista, a Parma, Quarto, e in altri luoghi dove il M5S governa.
Solo per far dire ai soliti imbecilli lobotomizzati ” e a Roma? Hai visto cosa combina la Raggi?”. Solitamente rispondo: “No, ma ho visto il turbinio della stampa, senza nessuna vergogna, alla ricerca disperata di qualcosa da portare ai propri padroni.”
Ma ho anche visto migliaia di veri corrotti negli altri partiti, in tutte le amministrazioni d’Italia, che continuano indisturbati in pieno anonimato, citati dai giornali, quando li scoprono, con trafiletti in 18a pagina, senza che venga citato il partito di appartenenza. Nella classifica dei paesi più corrotti siamo ai primi posti nel mondo, ma abbiamo una pessima reputazione anche con la nostra stampa, più preoccupata di avere un padrone, che di riportare i fatti.

Deep Purple – Burn


Deep Purple – Burn
I Deep Purple, nati a Hertford nel 1968, pionieri del genere heavy metal e sono considerati una delle band più influenti del panorama musicale degli anni settanta,con più di 100 milioni di copie vendute nel mondo.
Con i 117 dB raggiunti in un concerto al Rainbow Theater di Londra, la band detiene il Guinness dei primati come band più rumorosa del mondo.

All’epoca della registrazione di Burn ci fu una lotta tra Hughes e Coverdale per chi dovesse cantare Mistreated; alla fine vinse Coverdale.
Glenn Hughes è amico e ammiratore di Stevie Wonder, il quale gli insegnò qualche tecnica di respirazione e lo definì come “il più nero dei cantanti bianchi”. I due si conobbero a Los Angeles durante le registrazioni di Stormbringer; mentre Wonder stava registrando nello studio accanto a quello dei Deep Purple.
ttuale (Mark VIII)
Ian Gillan – voce (1969-1973; 1984-1989; 1991-presente)
Steve Morse – chitarra (1994-presente)
Don Airey – tastiera (2001-presente)
Roger Glover – basso (1969-1973; 1984-presente)
Ian Paice – batteria (1968-1976; 1984-presente)
Ex componenti
Rod Evans – voce (1968-1969)
David Coverdale – voce (1973-1976)
Joe Lynn Turner – voce (1989-1991)
Ritchie Blackmore – chitarra (1968-1975; 1984-1993)
Jon Lord – tastiera (1968-1976; 1984-2002)
Tommy Bolin – chitarra (1975-1976)
Joe Satriani – chitarra (1993-1994)
Nick Simper – basso (1968-1969)
Glenn Hughes – basso (1973-1976)