Gli America

Avatar feliceiovino | 10 Luglio 2020 246 Views 0 Likes 5 On 2 Ratings

246 Views 5 On 2 Ratings Rate it

Quando ho sentito A Horse With No Name per la prima volta. ho voluto riascoltarla altre 10 volte, bellissima, semplice, country ma soprattutto evocava il concetto di USA che nel corso degli anni avevo accumulato.

Da qualche parte dev’esserci la mia foto con il mio maggiolone arancione, dentro c’era un mangianastri, che avrà masticato milioni di volte queste canzoni, in mille occasioni diverse, andando al mare o semplicemente fermi sotto la luna persi nell’universo.


Come tutti avevo centinaia di nastri in macchina, non faccio l’elenco, non è questo lo scopo di questo post, ma queste canzoni facevano parte della playlist 🙂

Oppure mi ricorda i viaggi in 127 blu (con gli alettoni 🙂 ), quella di Vincenzo (batterista, l’unica con l’impianto a gas e la pezza per togliere la polvere dal cruscotto), che usavamo per andare a suonare, sotto il sole d’estate con i finestrini aperti ed il braccio fuori, perchè l’aria condizionata era di serie solo nelle berline di lusso, con mio fratello teso per tutto il viaggio che diceva “andate piano”, con lo stesso tono di Massimo (Troisi), e che baciava l’asfalto ogni volta che arrivavamo a destinazione (cercando la guardia medica). Con quella 127 abbiamo girato l’Italia.

Gli America sono un gruppo musicale anglo-statunitense caratterizzato da un rock leggero e vicino al sound della West Coast, molto popolari agli inizi degli anni settanta e degli anni ottanta soprattutto per alcuni successi quali A Horse with No Name che raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per tre settimane, Sister Golden Hair del 1975 che arriva prima nella Billboard Hot 100, Survival e You Can Do Magic, ma soprattutto la più apprezzata Ventura Highway che gli ha fatto guadagnare l’ottavo posto nella Billboard Top 40 Pop Charts per le prime nove settimane dalla data di uscita.

Figli di padri statunitensi, facenti parte di personale militare di stanza nella base USAF londinese di West Ruislip in Regno Unito, e madri britanniche, i tre futuri America si incontrarono a Londra a metà degli anni sessanta, dove studiavano alla London Central High School di Bushey e militavano in due diverse band della scuola stessa.

In seguito, i tre decisero di formare un complesso rock dal nome America. Le prime esibizioni del terzetto si svolgono in svariati pub dell’area londinese, con una sortita prestigiosa alla celeberrima Roundhouse, dove i Pink Floyd avevano tenuto i loro primi concerti.

Il loro primo LP fu registrato ai Trident Studios e ai Morgan Studios di Londra e prodotto da Ian “Sammy” Samwell, che era noto per i successi che aveva scritto per Cliff Richard, con l’assistenza di Jeff Dexter.

L’album era stato inizialmente pubblicato soltanto in Europa con un successo non esaltante, ma senza il brano di successo A Horse with No Name. Samwell aiutò il gruppo ad inciderlo e convinse la casa discografica Warner Brothers a pubblicare la nuova canzone su un EP che ottenne grande successo e vasta popolarità sia negli Stati Uniti sia in Europa.

Il trio nel 1975
L’album America fu pubblicato di nuovo con A Horse with No Name e rapidamente ottenne il disco di platino insieme agli altri pezzi di successo I Need You, Sandman e Riverside. Il loro secondo album, chiamato appunto Homecoming, vide il gruppo fare ritorno negli Stati Uniti per le registrazioni. La canzone più famosa era Ventura Highway.

Il quarto album del gruppo, Holiday, fu realizzato con George Martin, che era stato in precedenza produttore per i Beatles e che lavorerà col trio anglo-statunitense fino al 1979. L’album successivo, Hearts, conteneva Sister Golden Hair e Daisy Jane.

Dan Peek lasciò il gruppo dopo l’incisione di Harbor nel 1977. Nel 1979 all’apice della loro carriera si esibiscono in un Central Park di New York “sold out” in una esibizione sponsorizzata dalla bevanda Dr Pepper. Per l’occasione verrà girato un documentario.

Il duo restante produsse molti altri album e un successo radiofonico, You Can Do Magic, che raggiunse l’8ª posizione nella classifica pop statunitense nel 1982. L’ultimo successo nella top-40 hit è stato The Border, che ha raggiunto la 33ª posizione l’anno successivo.

Gli America hanno proseguito con un costante lavoro dal vivo e sporadiche incisioni dopo il loro distacco dalla casa discografica Capitol Records a metà degli anni ottanta. Nel 1990, quando la manifestazione ancora prevedeva la doppia interpretazione dei pezzi in gara in italiano e in versione internazionale, hanno partecipato al Festival di Sanremo proponendo la canzone Last Two to Dance, versione inglese della canzone di Sandro Giacobbe Io vorrei. Beckley ha pubblicato nel 1999 da solista l’album Van Go Gan.

Nella sua carriera dopo aver abbandonato gli America, Dan Peek si è convertito al cristianesimo e ha pubblicato alcuni album di successo su pezzi di musica religiosa contemporanea. La sua autobiografia An American Band racconta il periodo di maggior successo degli America e sul suo cammino spirituale. Dan Peek è morto nel sonno nella sua casa in Missouri, nel luglio del 2011, all’età di sessant’anni. Il programma relativo ai concerti del gruppo è visibile sul sito ufficiale del gruppo.

Con la pubblicazione del sedicesimo album in studio Here and Now del 2007, la band allega un disco di loro successi registrati dal vivo, in modo da far conoscere il loro sound ad un pubblico giovane e per catturare l’energia delle canzoni prodotte sul palco. Nel 2008 viene pubblicato un live del concerto di Wildwood Springs, tenuto nel 2007 nello stato del Missouri. Nel 2011 il duo torna in studio e viene pubblicato Back Pages, contenente dodici cover di canzoni che hanno influenzato il gruppo, da Dylan agli Zombies.

Nel 2019 in occasione del cinquantesimo anniversario dalla fondazione della band tornano ad effettuare un tour mondiale e pubblicano la raccolta America 50Th Anniversary: The Collection.

Formazione
Gerry Beckley – tastiera, pianoforte, chitarra, voce (dal 1971)
Dewey Bunnell – basso, chitarra, voce (dal 1971)
Dan Peek – chitarra, voce (1971-1977)
Discografia
Album in studio
1971 – America
1972 – Homecoming
1973 – Hat Trick
1974 – Holiday
1975 – Hearts
1976 – Hideaway
1977 – Harbor
1979 – Silent Letter
1980 – Alibi
1982 – View from the Ground
1983 – Your Move
1984 – Perspective
1994 – Hourglass
1998 – Human Nature
2007 – Here & Now (doppio CD)
2011 – Back Pages
2015 – Lost & Found
Live
1977 – America Live
1985 – In Concert
1995 – Horse with No Name
1995 – In Concert (King Biscuit)
2002 – The Grand Cayman Concert
2004 – Live at the Sydney Opera House
2008 – Live in Concert: Wildwood Springs
Altro
1982 – L’ultimo unicorno (colonna sonora)
2002 – Holiday Harmony (disco natalizio)
Raccolte
1975 – History: America’s Greatest Hits
1991 – Encore: More Greatest Hits
1996 – King Biscuit Flower Hour
1996 – You Can Do Magic
1996 – The Best of America – Centenary Collection
2000 – Highway, 30 Years of America (box set)
2001 – The Definitive America
2002 – Complete Greatest Hits
2019 – America 50Th Anniversary: The Collection


246 Views 5 On 2 Ratings Rate it

Written by feliceiovino


Comments

This post currently has no responses.

Rispondi


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: