Considerazioni Personali, Musica

Bitter Sweet Symphony e l’avidità dei Rolling Stones

20 marzo 2016

Bitter Sweet Symphony e l’avidità dei Rolling Stones

Tra i titoli di coda di un film ritrovo Bitter Sweet Symphony, un singolo del gruppo rock inglese The Verve.
Sotto il titolo del brano i compositori: Mick Jagger e Keith Richards.


Non potevo crederci, cosi ho fatto un po di ricerche su google e mi sono imbattuto in una delle più grandi ingiustizie della storia del Rock. La paternità dell’opera è stata data alle due pietre rotolanti da un giudice. Cosi cerco su YT e mi imbatto nella fonte del plagio, la canzone The Last time dei Rolling Stones.


Ma non rilevo alcuna somiglianza. Dopo un ulteriore ricerca trovo una versione della canzone in The Rolling Stones Songbook della The Andrew Oldham Orchestra.

L’arrangiamento di Andrew Oldham Orchestra, una cover, non lascia dubbi, gli archi che caratterizzano Bitter sweet symphony e The Last time in questa versione orchestrale al minuto 1,40 sono identici, anzi sono un vero e proprio  campionamento.
Sulle prime ho pensato ai Verve come a dei truffatori o a dei pazzi, ma non mi sono dato per vinto ed ho continuato a scavare. Ed è venuto fuori che i Verve avessero acquistato i diritti di quel campionamento di 5 secondi dalla Decca.
Il tutto finì tra le mani di un giudice che assegnò con una sentenza la paternità della musica al duo Jagger-Richards, non tenendo conto del resto, insomma 5 note che potevano essere cambiate tranquillamente con altre cinque e che alla fine avrebbero dato un risultato simile come fanno praticamente tutti, lasciando inalterata la composizione. Quindi bastava cambiare una di queste note (mi sol mi fa re fa sib fa sib la fa la) per non avere alcun tipo di problema non chiedendo alcuna autorizzazione, così come fan tutti.
Invece i ragazzi hanno chiesto l’autorizzazione a non essere divorati nella vasca degli squali. E gli squali, si sa, quando sentono l’odore del sangue non guardano in faccia a nessuno, e così una cover insignificante di una canzone degli stones, diventa un successo planetario, fruttando  milioni e milioni di sterline in diritti,  un piatto succulento che i paladini del Rock&Roll che disprezzavano il vile denaro,  non si sono lasciati sfuggire acquisendone la proprietà in un aula giudiziaria.

Sembra che Richard Ashcroft, la voce dei Verve, quando esegue il brano nei suoi concerti, lo annunci ironicamente come la migliore canzone mai scritta dagli Stones, e di essere felice di contribuire all’acquisto di medicinali per Jagger e Richards.

 

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