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Gli invisibili al pronto soccorso e nella sanità

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Mi faceva un male cane lo stomaco ieri sera. Dopo la consueta mensa, a base di riso in bianco, non potevo più far finta di niente. Sono corso all’ospedale San Paolo, a poche centinaia di metri dalla Rai. Erano le 22 credo, e ad accogliermi c’era un infermiere al quale per 30 minuti ho tentato di spiegare cosa avevo, ma niente da fare. Ogni volta che aprivo bocca, mi faceva cenno di stare zitto, che non dovevo spiegare a lui.

Intanto mi prendeva la pressione, altissima, il tasso glicemico, altissimo, mentre tentavo di dirgli che avevo male allo stomaco, ma non c’è stato nulla da fare. Finchè, senza chiedermi nulla, mi ha dato due enormi pasticche sotto la lingua per la pressione, dal sapore terribile.
Poi qualcuno mi ha detto di passare dalla reception alla sala pronto soccorso vera e propria, dove sono arrivato con una diagnosi di pressione alta, per il solo fatto quello della reception non ha voluto proprio ascoltarmi.
Intanto le due pasticche cominciavano a fare il loro effetto, soprattutto allo stomaco, che oramai mi dava dei dolori lancinanti, sudavo, e vomitavo.
Mi sono sentito solo, perchè all’ospedale ero andato da solo, la mia famiglia a 50 Km, ed ho avuto paura, anche perchè ero li da 40 minuti, e nessuno mi aveva ancora ascoltato. Ho cominciato a chiamare i colleghi e a casa poi anche il telefono non mi ha abbandonato. Così mi hanno attaccato la flebo, dove ancora una volta ho tentato di spiegare perchè ero li, ma ero come invisibile, l’infermiere continuava a parlare dei fatti suoi e dei suoi turni con il collega, ogni tanto mi guardava ma era come se non mi vedesse, e sentisse, ed ho avvertito la sensazione di fastidio nei suoi occhi, ero il suo problema.

Mi sono alzato con la flebo e sono andato al banco dei medici, ed ho chiesto con quale diagnosi mi stavano facendo la terapia. Mi hanno risposto “per la pressione alta”. Sembra incredibile, ma è tutto vero. Così ho spiegato che la pressione alta ce l’ho da quando ero piccolo, e che ero li perchè avevo mal di stomaco.
Così finalmente è arrivata una dottoressa che mi ha dato due colpetti sulla pancia e se ne è andata. Dopo un po sono andato a fare radiografia e eco. L’eco è durata 2 secondi. Non valutabile.
Alla fine mi sono fatto fare una Toradol e sono scappato prima che facessero ulteriori danni.
Prossima destinazione “privato” e aggiungerei “cazzo!!!”, mentre loro aggiungeranno “missione compiuta”.
Per tutto questo teatrino paghiamo miliardi di euro. Mi piacerebbe una sanità responsabile, senza “faraoni di reparto e di corsia”.
Ho avuto la sensazione di essere finito nell’ambulatorio di un lager nazista, dove i pazienti non contano un cazzo, non hanno diritto di parola, e i sanitari sono dei semidei con Jus vitae ac necis su di loro.
#tempibrutti, passeranno.

feliceiovino

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