Considerazioni Personali, Politica

il discorso del presidente Uruguayano, Jose’ Pepe Mujica, al G20 in Brasile a Giugno 2012

28 agosto 2013


Questo e’ il discorso del presidente Uruguayano,Jose’ Pepe Mujica, al G20 in Brasile a Giugno 2012.

“Presento questo discorso a tutte le autorita’ ed organizzazioni presenti,portando il mio saluto a tutti voi,al popolo brasiliano ed al loro presidente,vi ringrazio.Un ringraziamento particolare va anche alle Nazioni Unite. Come tutti gli oratori che hanno parlato prima di me e che hanno espresso la loro disponibilita’ come governanti ad aiutare a realizzare tutti questi accordi sottoscritti fino ad ora in questa sede,sottoscrivo anche io. Pero’ credo che prima sarebbe bene pensare un po’ ad alta voce e farci un po’ di domande. Tutti i pomeriggi abbiamo parlato di sviluppo sostenibile e stiamo parlando di portare assieme un numero enorme di persone,di far uscire milioni di persone dalla poverta’. Quindi a cosa stiamo pensando in tutto questo?

 

I flussi di produzione e di consumo che stiamo avendo al momento sono quelli delle societa’ dei ricchi. Quindi che cosa accadra’ al nostro pianeta, io mi chiedo,se tutti gli Hindu avessero il numero di macchine che una famiglia media tedesca ha al momento? Quanto ossigeno ci rimarra’ da respirare? Il mondo oggi ha gli elementi materiali di cui la gente ha bisogno per consumare e sprecare come i paesi piu’ industrializzati. Abbiamo bisogno di discutere su questo.

 

La nostra civilizzazione ha a che fare con la competizione ed il mercato.

Il materiale e’ un processo espressivo ma i mercati hanno prodotto societa’ di mercato.

Cio’ e’ esplosivo.

La globalizzazione, che ora ci da’ una visione degli eventi planetaria,la stiamo governando oppure e’ lei che ci governa?

Possiamo parlare di solidarieta’ o che almeno stiamo andando nella stessa direzione,quando abbiamo economie basate su una competizione ingiusta?

E’ veramente tutto basato sulla fratellanza?

Ora,non dico questo per diminuire l’importanza di questo evento,capitemi bene.

Al contrario,la sfida che abbiamo di fronte e’ enorme,cosi’ colossale.

Il grande processo e’ politico.L’uomo oggi non governa,non e’ il maestro delle forze che possiede,l’uomo ha lasciato.

E’ l’incontrario,le forze stanno governando l’uomo e la vita perche’ non siamo venuti su questo pianeta per sviluppare noi stessi in termini generali. Ci e’ stata data la vita per essere felici,perche’ la vita e’ transitoria. La vita e’ molto breve. La vita e’ cio’ che e’ fondamentale. Ma,se la vita sta passando e tutto quello che faccio e’ lavorare per comprare cose per avere sempre di piu’ e se la societa’ del consumo e’ l’energia di tutto. Dove va tutta questa energia? Se il consumo si ferma o si riduce l’economia si ferma o rallenta e se l’economia rallenta allora’ ci sara’ stagnazione.

Ma il consumo e’ proprio la cosa che consuma il pianeta. La gente vuole vendere sempre di piu’.

Una lampadina non puo’ durare piu’ di mille ore.

Ma potremo avere luci che durano di piu’,solo che non potremo permettercele per i costi proibitivi.

E cosi’ siamo in questo circolo vizioso della societa’ che butta via.

Queste sono questioni politiche. Abbiamo bisogno di lottare per un’altro tipo di cultura.

Noi non vogliamo tornare indietro all’eta’ della pietra,ma abbiamo bisogno di governare il mercato non l’incontrario,come abbiamo fatto fino ad ora.

Ecco perche’ questo problema e’ veramente un problema politico.

E nella mia umile opinione,credo che i grandi pensatori del passato come Seneca diceva che una persona povera non e’ colui che non possiede molto ma e’ colui che ha bisogno di avere sempre di piu’ e desidera sempre di piu’. Quindi e’ un concetto culturale.

Saluto gli sforzi fatti in questa sede e mi congratulo con gli accordi conclusi.

Qualcosa che diro’ non sara’ cosi’ popolare ma e’ indispensabile di renderci conto di alcune questioni. Come la crisi dell’acqua per esempio,la crisi del degrado ambientale ma queste non sono le cause sono gli effetti del nostro modello di civilizzazione che noi abbiamo creato. Quello che dobbiamo rivedere e’ il nostro modo di vivere. Il mio paese ha tre milioni di abitanti ma abbiamo tra le migliori mandrie e greggi del mondo. Il mio paese esporta carne,latte e derivati.

L’80% dell’Uruguay ha terra che puo’ essere usata per l’agricoltura.

I miei fratelli lavoratori prima lavoravano 8 ore ed adesso ne’ lavorano soltanto 6 ore.

Adesso devono fare due lavori e lavorano piu’ di prima perche’ devono pagare tutte quelle cose che sono state portate come le macchine ed altri oggetti.E’ come avere i reumatismi prima ti prende al corpo e poi la vita. Questo e’ il destino della vita umana?

Lo sviluppo non puo’ volare al posto della felicita’,dovrebbe promuovere la felicita’ umana,amore,relazioni umane,rapporti fra i genitori ed i figli,l’amicizia e’ il tesoro piu’ importante che abbiamo. Quando combattiamo per proteggere l’ambiente il primo elemento ambientale e’ la felicita’ umana.

Ecco come e’ chiamato lo sviluppo!

Grazie

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